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Le difficoltà in cui versano gli imprenditori, a causa della crisi mondiale economico-finanziaria, sono note: riduzione dei fidi, aumento dello spread e dei costi delle commissioni.
In breve si assiste ad una preoccupante riduzione dell’accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese (PMI).
Per reagire alla crisi l’ABI (Associazione Bancaria Italiana), la CONFINDUSTRIA ed il GOVERNO hanno siglato il 3 agosto 2009 un accordo, denominato AVVISO COMUNE, per consentire alle imprese di poter contare sulla “liquidità” necessaria per poter effettuare pagamenti, transazioni ed affari.
Dall’esame dell’Avviso Comune sulla sospensione del pagamento della quota capitale delle rate di mutuo a favore delle Pmi emerge, però, la volontà del sistema bancario di “non impegnarsi” più di tanto a favore delle aziende.

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Pagare con carta di credito è una comodità soprattutto perchè permette di fare acquisti sostanziosi senza dover tenere contanti nel portafoglio, tuttavia nasconde anche alcuni rischi, in particolare quello di furto dei dati sensibili e conseguente clonazione.
I detentori di carte di credito avranno sicuramente già sentito parlare di “phishing”, cioè pesca o meglio spillaggio di dati finanziari personali e password attraverso comunicazioni telefoniche o, più spesso, telematiche.
Come agisce il phisher: crea un “amo”, cioè un messaggio di posta elettronica del tutto simile a livello grafico e di contenuto a quello di una banca e contenente il link ad un sito-clone di quello della banca con la richiesta di inserire ad es. il numero della carta di credito o del conto corrente. Leggi il resto »

La crisi dell’economia che continua a investire l’Europa ha indotto la  Banca Centrale Europea all’ennesimo taglio del tasso di rifinanziamento dei pronti contro termine, sceso al minimo storico dell’1,50 per cento. Analogamente ha ridotto allo 0,50% e al 2,50% anche il tasso sui depositi e quello marginale.

In questo fosco quadro generale, i consumatori potrebbero almeno consolarsi vedendo scendere la rata del loro mutuo parametrato al tasso BCE, perché per legge da gennaio 2009 le banche avrebbero dovuto offrire alla clientela, oltre ai soliti mutui ancorati al tasso Euribor, anche quelli parametrati all’andamento del tasso BCE.

Ciò, tuttavia, salvo alcuni casi isolati, non è ancora avvenuto. 

Quindi, purtroppo, la notizia è solo negativa, e l’unico dato resta quello, sconsolante, comunicato dalla Banca Centrale, che ha ribadito che stiamo vivendo un«grave rallentamento» dell’attività economica, sia a livello globale sia nell’area euro, prevedendo però per il 2010 una «ripresa graduale» con un andamento del Pil (prodotto interno lordo) tra il meno 0,7 o e il più 0,7 per cento.

Torneremo sull’argomento per verificare quando, finalmente, l’offerta bancaria nazionale si adeguerà alle previsioni di legge.