Archivio della categoria ‘telefonia’

Ott 1

SMS fasulli

Il fenomeno delle truffe attraverso sms che invitano a chiamare un numero a tariffazione speciale risale almeno a due anni fa. A molti infatti è capitato di ricevere messaggi del tipo: “La tua segreteria: ci sono messaggi urgenti per te, chiama da fisso il numero 8-99-55-..-.. e segui le istruzioni gratuite”. Il prefisso 899, seppure camuffato, indica numerazioni speciali a tariffazione esagerata: anche 15 euro a telefonata. Leggi il resto »

Tutto è iniziato con un intervento del nostro Presidente Giovanni Ferrari in radio tre settimane fa: si parlava di telefonia ed ecco che chiama un ascoltatore lamentandosi di avere chiamato il call center di Telecom Italia per richiedere informazioni su “Alice” e di essersi ritrovato dopo pochi giorni già cliente di questo servizio. Appena messo giù il telefono ecco che altri ascoltatori sono intervenuti lamentandosi di essersi ritrovati clienti di “Alice” senza averlo richiesto e senza aver firmato alcun contratto.
Lo scorso lunedì un nuovo intervento in radio e la musica che si ripete. Magica come nel paese delle meraviglie, “Alice” sembra comparire nelle bollette di tanti utenti che non l’hanno mai cercata. Se se ne vogliono liberare, pare dica il servizio clienti, devono pagare.

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Tutti i clienti Wind/Infostrada che nel 2001 hanno sottoscritto i contratti di telefonia chiamati “Solo Infostrada” o “Pronto 1055 allegato solo infostradanon avrebbero dovuto pagare il canone Telecom. Tuttavia in molti casi gli è stato addebitato. Leggi il resto »

Mentre ci scambiavamo un po’ di idee sulla questione delle fotocopie della carta di identità (e ci fa piacere che la pensiate come noi), ci siamo studiati il problema, in modo da sapere tutti cosa rispondere quando ci chiedono di lasciare la fotocopia del documento di identità.
Esistono due soli casi in cui la legge autorizza la richiesta di fotocopia del documento di identità:
1) per acquistare la scheda del telefonino (S.I.M.), e ciò in forza dell’art. 6 della legge 155/2005 in materia di contrasto al terrorismo internazionale;
2) nei casi che la richiesta ci venga fatta da una pubblica amministrazione o da gestori di pubblici servizi (es. compagnie elettriche, fornitori di gas, ecc.), in base all’art. 45 del d.P.R. 445/2000.
In tutti gli altri casi possiamo (ed anzi dovremmo) rifiutarci di lasciar fotocopiare il nostro documento di identità, perché non siamo obbligati e il soggetto che ce lo richiede non è autorizzato a farlo.
Proviamo a fare resistenza e vediamo come va….
Se non vi ascoltano, fatecelo sapere che procediamo con le segnalazioni!
Grazie a tutti

Il settore dei contratti di telefonia è caratterizzato da rapporti di forza, dove le compagnie telefoniche rappresentano il contraente forte mentre gli utenti/consumatori quello debole.
Normalmente gli utenti non conoscono tempestivamente il livello dei propri consumi che vengono registrati non già da contatori posti all’interno della loro abitazione (come quelli del gas e dell’acqua), bensì da centraline di cui hanno l’esclusiva disponibilità le società telefoniche. Il sistema di fatturazioni periodiche successive si presta a numerosi abusi. Difatti, nonostante ciò sia vietato dalla legge, l’attivazione di servizi telefonici non richiesti costituisce una realtà molto diffusa e integra anche una violazione della privacy, configurando un trattamento illecito di dati senza il consenso espresso dell’interessato. Nei casi più gravi gli utenti si trovano a ricevere delle vere e proprie “bollette pazze” o comunque “gonfiate”.

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Ci bombardano al telefono, nei centri commerciali, per posta ed in ogni altro modo e alla fine ci convincono: dobbiamo cambiare operatore telefonico, perché così risparmieremo di sicuro.
Arrivati a casa, però, magari ci ripensiamo e pensiamo che forse era meglio non cambiare. Cosa possiamo fare per interrompere il meccanismo che abbiamo innescato?

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Da oggi il Blog del Consumatore si occuperà di alcuni disagi legati alla telefonia fissa e mobile. 

Quante volte all’ora di cena squilla il telefono?

Chi era? Nessuno…

Cos’era? Una telefonata promozionale…

Ebbene sì, spesso capita che “nessuno” chiami le case degli italiani per convincerli ad acquistare litri di olio, bottiglie di vino, libri, e tanti altri articoli peraltro facilmente reperibili in qualsiasi angolo d’Italia.

In realtà i “nessuno” per lo più sono giovani lavoratori di call center che per poter “disturbare” gli italiani hanno dovuto seguire palestre di teleselling, laboratori di telemarketing e corsi per il recupero clienti.

Il fenomeno è diffuso e difficile da sconfiggere. Con l’attuazione della Direttiva 2002/58/Ce, in Italia a partire dall’agosto 2005 gli elenchi telefonici dovrebbero servire solo per contatti interpersonali. Sono stati pochi gli utenti che, attraverso il consenso dato esplicitamente al loro gestore, si sono dimostrati favorevoli a ricevere chiamate e posta di tipo commerciale. Tuttavia a causa del lento adeguamento alla normativa e della scarsità di controlli, le chiamate indesiderate hanno continuato ad essere effettuate, come se nulla fosse.

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