Archivio della categoria ‘S.O.S. CRISI’

La politica, la rappresentanza sociale, gli operatori del mercato, le authority di controllo. Mai come in questi ultimi anni gli interessi del cittadino-consumatore sono stati al centro dell’attenzione pubblica. Un’attenzione che ora vive una fase di riflusso ma che, crediamo, in un futuro prossimo tornerà a essere viva. La stessa crisi finanziaria e produttiva impone una riflessione su questo “nuovo soggetto sociale”. Leggi il resto »

Negli ultimi 10 anni nel nostro Paese sono andati sempre più aumentando le tipologie e le occasioni di gioco autorizzato a disposizione di una grande massa di persone: sono aumentate le possibilità di giocare nella settimana, per esempio al lotto e al superenalotto, e creati nuovi corner e punti gioco per le scommesse.
L’ultimo nato tra i giochi disponibili per il grande pubblico promette la vincita di  un vitalizio e può essere giocato in  punti-vendita (tabaccai, giornalai ecc) diffusi in tutto il Paese, con numerose estrazioni nella giornata e il nostro Superenalotto per l’ennesima volta ha un jackpot da record.
Insomma siamo continuamente sottoposti a pressioni  o ad inviti più o meno espliciti a provare la fortuna. “Vuoi vincere facile?” è un tormentone pubblicitario degli ultimi anni che prospetta la vincita come una certezza e invita a giocare qualche numero come se fosse da sciocchi non farlo perché le probabilità sono tutte dalla tua. Leggi il resto »

Il tema dell’educazione finanziaria è sempre più rilevante sia a livello nazionale, sia a livello Europeo. La Commissione Europea, infatti, arriva a definire l’educazione finanziaria come “una componente essenziale affinché i cittadini possano usufruire dei benefici apportati dal Mercato Unico” e sottolinea come vi sia urgenza di azioni concrete.

Se queste necessità sono avvertite in Europa, tanto più sono reali per l’Italia, dove studi condotti da differenti istituti di ricerca hanno confermato che il livello di cultura finanziaria è generalmente basso e poco adeguato a rispondere alle sfide che i nuovi scenari impongono ai consumatori: Leggi il resto »

La tempesta  finanziaria che ha colpito duramente l’ economia mondiale sembra essere alla sua coda finale (purtroppo non sappiamo quanto durerà), ma  gli effetti di questa catastrofe, dopo enormi danni a tutto il comparto economico e alle famiglie, sono tuttora in essere.                                                         
Stiamo vivendo un periodo di estrema incertezza – deflazione , aziende e mercato del lavoro in crisi,  volatilità dei mercati finanziari, tassi di interesse praticamente nulli - quindi in questo contesto gli investitori/risparmiatori  devono  usare la massima cautela e prudenza nella gestione del proprio patrimonio.
Come deve comportarsi l’investitore in questo momento di crisi acuta?

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Mercato libero, mercato tutelato
Cosa succede se cambio fornitore di gas o elettricità? Come faccio a capire se ci guadagno?
Sappiamo che l’introduzione di concorrenza e mercato nei settori dell’energia elettrica e del gas ha comportato per i clienti la possibilità di scegliere fornitori diversi da quello “storico”. In particolare, anche le famiglie possono cambiare il fornitore domestico di gas (dal 2003) e di elettricità (dal 2007). Leggi il resto »

Accetto con piacere l’invito della Casa del Consumatore ad occuparmi di usura e situazioni ad essa correlate, specie in considerazione della crisi finanziaria tuttora in atto, che fra gli altri ha l’effetto di acuire il disagio economico generalmente alla radice del problema in esame.
Nell’ambito della mia pluriennale attività in centri d’ascolto ed associazioni di volontariato di varia natura, peraltro, ho avuto modo di maturare la convinzione che le cd. “cause oggettive” che possono comportare il ricorso all’usura (caro-vita, perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni, precarietà del lavoro, etc.) sono in genere meno determinanti dei motivi/fattori di predisposizione direttamente individuabili nel soggetto coinvolto, anche solo potenzialmente, in simili dinamiche.

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Negli ultimi dieci anni il comportamento degli italiani si è rivelato piuttosto legato al consumo e finalizzato alla ricerca del benessere immediato, anziché ancorato al risparmio per il futuro.
Tale circostanza, con l’esplosione della crisi, ha evidenziato la vulnerabilità delle famiglie italiane, sebbene le condizioni del resto del mondo risultino in generale peggiori.
Ricordiamo che prima dell’attuale crisi, negli Stati Uniti il 25% delle famiglie americane deteneva quasi il 90% della ricchezza complessiva, contro il 71% delle famiglie italiane.
Nelle famiglie meno abbienti il dato è drammatico: il 20% delle famiglie americane non detiene ricchezza (circa l’1% in Italia). *(Fonte: Banca d’Italia, Servizio Studi n. 501).

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Dal 15 ottobre 2009 è attivo l’Arbitro Bancario Finanziario (di seguito ABF), un sistema di risoluzione alternativo delle controversie voluto e istituito da Banca d’Italia a difesa dei consumatori nei confronti delle banche e delle società finanziarie.
Prima di entrare nello specifico, vale la pena fin da subito eliminare alcuni dubbi che potrebbero indurre in errore. L’ABF – nonostante il nome – non è un arbitrato.
Rientra invece nel gruppo più ampio della conciliazione, come strumento atto ad ottenere un risultato, una decisione vincolante per le parti, senza dover ricorrere al tribunale con i tempi ed i costi che sono facili immaginabili: anni e migliaia di euro.

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Con l’entrata in vigore della MiFID (Markets in Financial Instruments Directive) sono cambiati i rapporti tra i risparmiatori (cd. clienti al dettaglio), da una parte, e gli intermediari finanziari (Banche, SIM e SGR), dall’altra parte. Prima della MiFID, la disciplina contenuta nel Testo Unico della Finanza (TUF) e nel Regolamento Intermediari della CONSOB aveva carattere generale ed elastico, nel senso che la stessa disciplina si applicava ad ogni tipo di servizio di investimento prestato da un intermediario ad un risparmiatore. Spettava al giudice, in caso di contenzioso, specificare meglio il contenuto della disciplina in funzione dello specifico servizio prestato.
 La nuova disciplina MiFID, invece, prevede per gli intermediari regole di condotta diverse in funzione del tipo di servizio prestato. In questo senso, con la MiFID i rapporti tra risparmiatore ed intermediario sono meglio definiti e quindi più chiari, anche se inevitabilmente la loro gestione diventa più complessa e burocratica.

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Lunedì 20 ottobre 2008, un mese dopo il fallimento di Lehman Brothers. Nel week end appena terminato, tutte le principali banche occidentali hanno dichiarato la bancarotta con un effetto domino. Gli enormi interventi statali messi in campo dagli Stati Uniti e dall’Europa non sono riusciti a rianimare il sistema finanziario e oggi, su entrambe le sponde dell’Atlantico, i cittadini si ritrovano sotto shock con il dollaro e l’euro fuori corso. Le autorità sono al lavoro nel tentativo di tenere viva l’attività economica, che al momento appare colpita a morte. A Washington, la Fed e il governo Bush si apprestano a introdurre una nuova valuta: il new dollar, il cui valore sarà legato a quello dell’oro. Nelle capitali europee, invece, si è deciso di tornare alle valute nazionali. Gli economisti sono concordi nell’affermare che le cause del collasso economico-finanziario sono da ricercare nell’eccesso di debito che ha caratterizzato il sistema negli ultimi decenni.

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