Quando andiamo dal nostro dentista di fiducia per una semplice pulizia dei denti, chi la esegue?
Spesso i c.d. “assistenti”, ma siamo sicuri che possono farlo?
Generalmente all’interno di uno studio dentistico troviamo odontoiatri, ma anche igienisti dentali, odontotecnici, assistenti alla poltrona e segretari. Ma quali sono i compiti di ciascuno? Chi di loro può avere un contatto diretto col paziente? Soltanto il medico odontoiatra e, limitatamente alle operazioni di igiene orale, l’igienista dentale, tutti gli altri no.
Purtroppo questa regola spesso non viene rispettata: ecco un esempio di malcostume italiano.
Oltre ai casi eclatanti (e per fortuna abbastanza rari) di “truffatori” che si spacciano per dentisti esibendo titoli falsi ma sono sforniti dell’apposita laurea in medicina, ci sono altri casi (molto più frequenti) in cui il titolare dello studio, il vero dentista, consente o addirittura ordina ai suoi dipendenti di svolgere attività apparentemente innocue ma comunque riservate esclusivamente a lui.
È di pochi mesi fa una sentenza della Sesta Sezione Penale della Cassazione che ha confermato la condanna alla pena patteggiata di 18 giorni di reclusione sostituita con una multa di 684 euro per il reato di esercizio abusivo della professione a carico di un odontoiatra che aveva consentito ai suoi assistenti odontotecnici di svolgere “atti tipici della professione odontoiatrica” e nello specifico: prelevamento di impronte nel cavo orale, ablazione del tartaro e lucidatura delle arcate dentarie.
È importante sapere che, oltre all’odontoiatra, l’unica figura professionale abilitata ad effettuare la pulizia dei denti è l’igienista dentale che ha conseguito un diploma di laurea triennale in Igiene Dentale che ha valore di abilitazione all’esercizio della professione.
L’odontotecnico, invece, “fabbrica” semplicemente i dispositivi dentali (ad es. le protesi dentarie) sulla base di una prescrizione scritta del dentista che ne indica le caratteristiche specifiche per ciascun paziente individuale.
Quindi non dovrebbe esserci nessun rapporto diretto fra odontotecnico e paziente, perché il primo non può fare alcuna ispezione né tanto meno intervenire nella bocca del secondo con alcuna “manovra, cruenta o incruenta che sia” e neppure alla presenza o in concorso con l’odontoiatra.
Quando l’odontotecnico oltrepassa i limiti della propria competenza professionale, rischia una serie di conseguenze spiacevoli a livello penale, amministrativo e civile. Tuttavia è sicuramente corretto “punire” anche il titolare, cioè l’odontoiatra che gli consente o gli chiede di oltrepassare questi limiti.
Se pensiamo ai normali guadagni di un dentista, viene spontaneo pensare che una multa di oltre 600 euro poco può servire a scoraggiarlo dal continuare nella sua condotta illecita, poiché non va ad incidere molto sul suo patrimonio. Tuttavia bisogna dire che eventuali cause civili di risarcimento danni intentante da pazienti scontenti, sanzioni amministrative e discredito a livello di reputazione conseguente ad una condanna penale per esercizio abusivo della professione possono sicuramente avere un maggiore effetto deterrente.
Quindi, se il vostro dentista vi “affida” ad un suo collaboratore, accertatevi che sia in possesso del titolo necessario per “mettervi le mani in bocca”.