Archivio della categoria ‘salute’

Il 18 marzo la Casa del Consumatore chiama a raccolta gli anziani della Puglia contro la terapia del dolore a pagamento.

Con una legge di quattro righe la Regione Puglia ha tagliato i rimborsi delle cure riabilitative penalizzando anziani e fasce deboli: dal primo marzo i malati cronici devono pagarsi la riabilitazione di tasca propria o “passare” ai medicinali. Leggi il resto »

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo contributo che, a seguito del nostro Vaccino H1N1: avete letto il bugiardino?, ci ha inviato il Dottor Tancredi Ascani, medico omeopata di Perugia che ha approfondito a lungo il tema della vaccinazione contro l’influenza A/H1N1.

1. Efficacia scarsa o nulla. Numerosi studi hanno mostrato che i vaccini iniettabili dell’influenza offrono poca o nessuna protezione contro le infezioni e le malattie e non c’è ragione di credere che i vaccini contro l’influenza suina saranno diversi: Leggi il resto »

 

In questi giorni siamo letteralmente bombardati, per fortuna solo mediaticamente, da messaggi totalmente contrastanti riguardo a quella che è stata definita in successive riprese “influenza suina”, “nuova influenza”, “influenza A”, “H1N1″ e chi più ne ha più ne metta, quasi che quando prendiamo troppa confidenza con una denominazione e cominciamo a rilassarci il nostro livello di tensione debba nuovamente essere riportato al massimo con una nuova denominazione con effetti terrorifici.
Giornali e televisioni quotidianamente ci aggiornano sul numero di morti dovuti all’influenza, invitando poi subito a non allarmarsi perché, nelle prognosi più sfavorevoli, esistevano già delle patologie pregresse che hanno causato l’insorgere di complicanze.

Ma questo dovrebbe farci diventare più ottimisti? Leggi il resto »

I vari spot che pubblicizzano acqua hanno creato grande confusione tra i consumatori, ai limiti dell’inganno. Bere acqua pura è pressoché un’utopia! Quanti possono avere la fortuna di mettere in tavola acqua di sorgente assolutamente incontaminata? Purtroppo, vivendo in un paese industrializzato, dobbiamo rassegnarci: la nostra acqua contiene piccole percentuali di elementi chimici, microrganismi e batteri indesiderati. Ma si può affermare con certezza che l’acqua imbottigliata e venduta al supermercato sia ecologicamente più pura?
Forse è necessario sfatare qualche falso mito.

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Sono molti gli italiani-vacanzieri che si trovano in questi giorni nelle più disparate località turistiche.

Per chi ha scelto il mare l’auspicio è quello di tornare “bello abbronzato”. In effetti una sana abbronzatura conferisce un aspetto più bello e salutare, ma l’effetto dura poco. Pertanto la priorità assoluta dovrebbe essere sempre la salute della propria pelle a lungo termine.

L’esposizione al sole deve quindi essere graduale. I primi giorni è meglio evitare le ore più calde (quelle del primo pomeriggio) e stare sotto all’ombrellone (che riduce le radiazioni del 50%). Leggi il resto »

Il nostro articolo su odontotecnici ed odontoiatri ha sollevato non poche polemiche. Torniamo allora sull’argomento, dando alcuni suggerimenti per la scelta di un buon dentista.
Tralasciando gli aspetti tecnici, esiste una serie di regole-base il cui rispetto può essere indice di serietà e di competenza utile al paziente, che nella maggior parte dei casi non possiede le conoscenze mediche specifiche, per individuare e scegliere il dentista migliore, o comunque più adeguato in relazione alle nostre esigenze.
Per dirla con un ossimoro: “la salute della bocca è dolorosa”. Infatti andare dal dentista non è quasi mai una passeggiata, lo temono grandi e piccini, o meglio, temono i suoi arnesi. Per questo motivo è importante che il dentista ispiri fiducia nel paziente, sappia metterlo a proprio agio e in generale sia “paziente” con lui. Leggi il resto »

Dove finisce la libertà di fumare? Dove comincia il diritto alla salute degli altri.
Alcuni studi hanno rilevato che un italiano su quattro è vittima del fumo passivo. Non è esagerato parlare di effetti nocivi anche in questi casi: è ampiamente dimostrato che le conseguenze possono essere gravi nei casi di esposizione prolungata o costante nel tempo al fumo degli altri. Si pensi soprattutto ai bimbi che hanno genitori fumatori.
La sensibilizzazione su questo tema non è mai abbastanza, anche perché non tutti sono dotati di un buon livello di civiltà e di rispetto del prossimo.
Per fortuna esistono alcune norme che hanno ridotto i casi di “fumerie pubbliche”.
Già la famosa “626” del 1994 aveva previsto in capo al datore di lavoro l’obbligo di assicurare ai  dipendenti la tutela della salute e della sicurezza sul posto di lavoro. Obbligo rafforzato poi da alcune sentenze come la n. 399 del 1996 con la quale la Corte Costituzionale ha sancito l’obbligo per i datori di lavoro di adottare “misure capaci di ridurre il rischio derivante dal fumo passivo” allo scopo di “far escludere ogni rilevante pregiudizio per la salute dei non fumatori nei luoghi di lavoro”.
Ma ancor più incisiva si è dimostrata la legge antifumo del 2004 che ha posto il divieto di fumare in locali pubblici “chiusi” come bar, ristoranti e discoteche. Grazie a questa legge, molti non fumatori hanno riscoperto il piacere di andare al pub con gli amici o a ballare in discoteca al sabato sera respirando aria pulita e senza svegliarsi la mattina seguente con tosse e mal di gola. Peraltro anche molti fumatori hanno gradito questo intervento legislativo, sia perché impone loro una forzata diminuzione del numero di sigarette giornaliere, sia perché comunque, anche per un fumatore, l’aria chiusa di un locale satura di fumo risulta sgradevole.
In precedenza, quando i locali erano affollati di gente che fumava, necessariamente il fumo usciva e a pagarne le conseguenze erano gli abitanti degli appartamenti sovrastanti che subivano le immissioni.
La Corte di Cassazione non è rimasta indifferente a questo problema e, con una decisione del 31 marzo scorso, ha confermato la sentenza della Corte d’Appello di Firenze che condannava il titolare di un bar a risarcire la somma di 10 mila euro alla famiglia che abitava sopra al suo locale e che da molti anni era costretta a tenere chiuse le finestre, anche in estate, per evitare che il fumo, uscendo dal bar, entrasse nell’appartamento.
Il tipo di danno che la Corte ritiene sussistente non è quello patrimoniale, bensì il c.d. danno esistenziale che nel caso specifico consisterebbe nell’essere stati costretti a “subire gli effetti molesti, fastidiosi e insalubri del fumo passivo e a tenere chiuse le finestre anche in piena estate per tutelare la propria salute”. In sostanza le immissioni impedivano alla famiglia di godere della propria casa.
Oggi si può dire che la legge antifumo sia largamente applicata e rispettata. Di conseguenza i fumatori diligenti esercitano la propria “libertà di fumare” all’esterno dei locali pubblici. Ma quando sono tanti i fumatori davanti al locale si creano comunque delle nuvole di fumo dense e non si escludono anche in questo caso immissioni negli appartamenti sovrastanti. Tuttavia non sarà possibile o comunque sarà più difficile ottenere condanne per i gestori dei locali al risarcimento ai vicini, perché il fumo non promana più dall’interno del loro esercizio, anche se, per la verità, proviene da loro clienti.
È necessario quindi fare appello alla coscienza di ciascuno, al comune senso civico e al rispetto del prossimo. Perché la mia libertà di fumare finisce laddove comincia il tuo diritto alla salute.