Nell’era di internet il blog è uno dei principali strumenti per esercitare la libertà di espressione sancita a livello costituzionale.
Inutile dirlo, si tratta di un diario online su cui il blogger pubblica pensieri, opinioni, riflessioni, considerazioni, ma anche foto, video e altri strumenti multimediali.
Ma quando si parla di blog la libertà di espressione e di opinione non è l’unico diritto costituzionale che viene in gioco. Infatti chiunque gestisca un blog deve fare i conti con il diritto alla riservatezza propria e altrui.
Molti blogger infatti scelgono di rimanere nell’anonimato e utilizzano nomi di fantasia o comunque nick-name senza rivelare la propria identità. Lo fanno per diversi motivi, soprattutto per evitare spiacevoli conseguente e reazioni anche violente di chiunque possa sentirsi offeso o comunque non condivida le loro opinioni. Se si rimane nel legale, in un mondo ideale questo timore non dovrebbe esistere. Ma bisogna essere realisti e riconoscere che questo timore non è del tutto infondato.
Allo stesso tempo, però, chi scrive su siti internet pubblici, come appunto la maggior parte dei blog, cui può accedere chiunque, deve rispettare la privacy altrui ed evitare di pubblicare i fatti privati degli altri, magari facendo nome e cognome.
Ma in assenza di una legge in materia, come ci dobbiamo comportare? Quali sono i limiti da rispettare?
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Mentre ci scambiavamo un po’ di idee sulla questione delle fotocopie della carta di identità (e ci fa piacere che la pensiate come noi), ci siamo studiati il problema, in modo da sapere tutti cosa rispondere quando ci chiedono di lasciare la fotocopia del documento di identità.
Esistono due soli casi in cui la legge autorizza la richiesta di fotocopia del documento di identità:
1) per acquistare la scheda del telefonino (S.I.M.), e ciò in forza dell’art. 6 della legge 155/2005 in materia di contrasto al terrorismo internazionale;
2) nei casi che la richiesta ci venga fatta da una pubblica amministrazione o da gestori di pubblici servizi (es. compagnie elettriche, fornitori di gas, ecc.), in base all’art. 45 del d.P.R. 445/2000.
In tutti gli altri casi possiamo (ed anzi dovremmo) rifiutarci di lasciar fotocopiare il nostro documento di identità, perché non siamo obbligati e il soggetto che ce lo richiede non è autorizzato a farlo.
Proviamo a fare resistenza e vediamo come va….
Se non vi ascoltano, fatecelo sapere che procediamo con le segnalazioni!
Grazie a tutti
Ci capita sempre più spesso di dover consegnare la fotocopia del nostro documento di identità, ad esempio per aprire un conto corrente, o per ottenere un permesso di accesso ZTL, o ancora per diventare clienti di una compagnia telefonica.
La nostra controparte non si accontenta di prendere nota dei nostri dati identificativi, pretende di avere e conservare la fotocopia del nostro documento. Se non ci adeguiamo, possiamo anche scordarci di ottenere il servizio o bene di cui abbiamo bisogno.
Se fossimo certi che le fotocopie verranno conservate con cura e in condizioni di sicurezza, la questione potrebbe anche non preoccuparci. Sono però sempre più frequenti i casi di “furto d’identità” e le garanzie su cui possiamo davvero contare non sono poi tante. Ci piacerebbe quindi poter rifiutare la consegna: se è necessario segnati pure i miei dati e verificane l’esattezza visionando la mia carta d’identità ma poi, cortesemente, restituiscimela e non trattenerne copia!
Ci stiamo interrogando sulla legittimità di questa imposizione e vorremmo sottoporre la questione al Garante della Privacy o trovare altre vie per opporci a tutte le ingiustificate richieste di fotocopie che ogni giorno ci sottopongono.
Voi cosa ne pensate? Vi sembra giusto? Portiamo avanti questa battaglia e pretendiamo chiarimenti ed interventi, oppure ci rassegnamo a dover lasciare qua e là copia della nostra carta d’identità?







