Archivio della categoria ‘giustizia’

Avete comprato un immobile da una società immobiliare o siete ancora in fase di preliminare e stanno sorgendo dei problemi? Cercate uno strumento per risolvere la situazione in modo rapido, efficace ed economico?
La Casa del Consumatore ha pensato a voi.

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A proposito di multe: dove eravamo rimasti?
Ai due modi alternativi per impugnarle: ricorso al Giudice di Pace o al Prefetto.
Il termine, lo abbiamo detto, è per entrambi di 60 giorni dalla consegna/notifica del verbale di accertamento.
È importante premettere che quando l’agente accertatore rileva l’infrazione in assenza del trasgressore (il caso tipico è il parcheggio in divieto di sosta), in genere lascia sul parabrezza dell’auto un foglietto contenente alcuni elementi, tra cui l’indicazione della norma violata e la relativa sanzione. Tuttavia, tale foglietto costituisce un semplice “preavviso di contravvenzione” che non può essere impugnato: per fare ricorso bisognerà aspettare la notifica del verbale vero e proprio.

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Da quando abbiamo pubblicato sul blog l’articolo attenzione ai venditori porta a porta di Sorgenia ci sono arrivate numerose segnalazioni da parte dei nostri lettori.

Del nostro articolo si è interessato anche il Direttore marketing di Sorgenia, che ha scritto (e noi abbiamo pubblicato la sua lettera) al nostro blog.

Vista la situazione, abbiamo ritenuto di dover fare qualcosa: oltre a dar spazio alle denunce dei nostri lettori, è giunto il momento di risolvere i vostri problemi. Per questo abbiamo deciso di aderire al protocollo di conciliazione di Sorgenia. Questo ci dovrebbe consentire (lo sperimenteremo sul campo) di risolvere in maniera rapida e senza costi tutte le controversie con Sorgenia. Leggi il resto »

 

Ultima chiamata per chi è rimasto coinvolto nel crack dei bond argentini. Tutti coloro che hanno visto andare in fumo i propri risparmi devono decidere alla svelta se far causa alle banche che hanno venduto loro queste obbligazioni oppure rinunciare per sempre ai propri soldi.

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Forse finalmente ci siamo: da gennaio 2010 anche da noi dovrebbe essere possibile fare class actions. È questo l’effetto dell’approvazione dell’art. 49 del Ddl Sviluppo, che introduce in Italia, attraverso l’aggiunta di un nuovo art. 140 bis al codice del consumo, l’azione di classe.
Non si tratta del modello (pessimo) che aveva approvato il precedente governo e che è stato rinviato di sei mesi in sei mesi sino a non vedere mai la luce, ma di un nuovo (ancor peggiore) modello, che comunque consentirà ai cittadini vittime di illeciti di agire non solo per il ristoro dei propri danni ma anche di tutti coloro che si trovano in posizione identica alla loro.
Sono già state evidenziate tante criticità di questo nuovo strumento e molte altre emergeranno, soprattutto dopo le sue prime applicazioni pratiche. Comunque dovrà avere ad oggetto fatti e comportamenti successivi all’entrata in vigore della nuova legge (già si discute se il termine sarà il 31/12/2009 o tra pochi giorni, quando entrerà in vigore tutto il Ddl Sviluppo).

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Ne hanno parlato tutti i giornali: il più grande truffatore della storia è stato condannato a 150 anni di reclusione.
Ci sembra doveroso elogiare la giustizia americana che in maniera rapida ed efficace ha saputo reagire ad una frode gigantesca messa in atto dall’ex presidente del Nasdaq, Bernard Madoff. Un meccanismo fraudolento di piramide finanziaria che ha avuto ripercussioni in tutto il mondo ed ha costituito forse la causa principale della crisi economica americana.
Ricostruiamo brevemente la vicenda. A inizio dicembre 2008 il signor Madoff comunica ai suoi collaboratori il fallimento della sua società di consulenza finanziaria. Poco dopo, l’11 dicembre, Madoff viene arrestato. Si apre un processo che in meno di sette mesi arriva a conclusione con una condanna esemplare. Presto verranno messi all’asta i suoi beni (yacht, ville, castelli, gioielli, ecc.) e con il ricavato si tenterà di “ridare la vita” a chi ha perso tutti i suoi risparmi. Leggi il resto »

L’attuale art. 140 bis del Codice del Consumo, che ha già introdotto nel nostro sistema giuridico la class action, deve entrare in vigore!
Questo è quanto chiedono congiuntamente La Casa del Consumatore e le altre associazioni dei consumatori del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU) rifiutando il testo di recente approvato dal Senato che, giudicandolo inapplicabile, dannoso per i consumatori, avulso dal Codice del Consumo e contrario alle indicazioni provenienti dall’Unione Europea in merito alla prossima introduzione dell’azione collettiva risarcitoria transfrontaliera.
I rappresentanti delle organizzazioni dei consumatori, considerato che l’emendamento del Governo ha scavalcato sia il dibattito parlamentare che le unitarie proposte delle associazioni dei consumatori mai consultate su un aspetto così delicato, hanno predisposto una formale richiesta di audizione ai presidenti dei gruppi parlamentari di Camera e Senato ai quali intendono illustrare le ragioni della ferma opposizione al testo già passato al Senato.
In vista della prossima tornata elettorale, le associazioni dei consumatori auspicano che ciascun candidato sostenga la definitiva entrata in vigore del testo sulla class action di cui all’art. 140 bis del Codice del Consumo.