Archivio della categoria ‘finanza’

Si è tenuta ieri la cinquantesima Assemblea dell’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana.
Nella propria relazione il Presidente Corrado Faissola ha evidenziato che sui mercati finanziari internazionali è tornata l’incertezza.

“Le nuove turbolenze originano dalle preoccupazioni circa la crescita dei debiti sovrani: in un gioco di trasposizione che non è nuovo nella storia economica, la crisi sembra trasferirsi dai sistemi finanziari che l’hanno generata agli Stati che sono intervenuti per arginarla”; “va scongiurato” ha ammonito il Presidente “il rischio che la ripresa in atto sia compromessa, che la disoccupazione resti agli alti livelli derivanti dalla crisi, che sia precluso l’accesso ad un sentiero di sviluppo più robusto ed equilibrato”.

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Finanziamenti per gli acquisti. Che fare se il venditore non consegna?

In Italia, così come in tutta Europa, sono sempre di più i consumatori che ricorrono allo strumento del credito al consumo per l’acquisto di automobili, elettrodomestici, arredamenti e mobili per la casa, beni ormai “indispensabili” per tutte le famiglie.
Spesso sono gli stessi venditori a fornire moduli e informazioni sulle offerte di finanziamento disponibili per l’acquisto della loro merce.
In realtà, però, i soggetti coinvolti nell’operazione sono tre: acquirente, venditore e società finanziaria.
Il meccanismo è semplice: l’acquirente-consumatore ottiene l’immediata disponibilità del bene, in genere a fronte di un pagamento di una parte del prezzo; la restante somma viene anticipata direttamente al venditore da parte della banca-finanziaria la quale verrà ratealmente rimborsata dall’acquirente con tanto di interessi.
In questo modo il consumatore ha subito a disposizione il bene che gli serve, però finisce di pagarlo in un secondo momento.

Ma cosa succede se il venditore non effettua la consegna, magari perchè è fallito o per qualsiasi altro motivo? Il consumatore deve continuare comunque a corrispondere le rate del finanziamento oppure può interromperne il pagamento? Leggi il resto »

 

Ultima chiamata per chi è rimasto coinvolto nel crack dei bond argentini. Tutti coloro che hanno visto andare in fumo i propri risparmi devono decidere alla svelta se far causa alle banche che hanno venduto loro queste obbligazioni oppure rinunciare per sempre ai propri soldi.

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Il tema dell’educazione finanziaria è sempre più rilevante sia a livello nazionale, sia a livello Europeo. La Commissione Europea, infatti, arriva a definire l’educazione finanziaria come “una componente essenziale affinché i cittadini possano usufruire dei benefici apportati dal Mercato Unico” e sottolinea come vi sia urgenza di azioni concrete.

Se queste necessità sono avvertite in Europa, tanto più sono reali per l’Italia, dove studi condotti da differenti istituti di ricerca hanno confermato che il livello di cultura finanziaria è generalmente basso e poco adeguato a rispondere alle sfide che i nuovi scenari impongono ai consumatori: Leggi il resto »

La tempesta  finanziaria che ha colpito duramente l’ economia mondiale sembra essere alla sua coda finale (purtroppo non sappiamo quanto durerà), ma  gli effetti di questa catastrofe, dopo enormi danni a tutto il comparto economico e alle famiglie, sono tuttora in essere.                                                         
Stiamo vivendo un periodo di estrema incertezza – deflazione , aziende e mercato del lavoro in crisi,  volatilità dei mercati finanziari, tassi di interesse praticamente nulli - quindi in questo contesto gli investitori/risparmiatori  devono  usare la massima cautela e prudenza nella gestione del proprio patrimonio.
Come deve comportarsi l’investitore in questo momento di crisi acuta?

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Dal 15 ottobre 2009 è attivo l’Arbitro Bancario Finanziario (di seguito ABF), un sistema di risoluzione alternativo delle controversie voluto e istituito da Banca d’Italia a difesa dei consumatori nei confronti delle banche e delle società finanziarie.
Prima di entrare nello specifico, vale la pena fin da subito eliminare alcuni dubbi che potrebbero indurre in errore. L’ABF – nonostante il nome – non è un arbitrato.
Rientra invece nel gruppo più ampio della conciliazione, come strumento atto ad ottenere un risultato, una decisione vincolante per le parti, senza dover ricorrere al tribunale con i tempi ed i costi che sono facili immaginabili: anni e migliaia di euro.

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Con l’entrata in vigore della MiFID (Markets in Financial Instruments Directive) sono cambiati i rapporti tra i risparmiatori (cd. clienti al dettaglio), da una parte, e gli intermediari finanziari (Banche, SIM e SGR), dall’altra parte. Prima della MiFID, la disciplina contenuta nel Testo Unico della Finanza (TUF) e nel Regolamento Intermediari della CONSOB aveva carattere generale ed elastico, nel senso che la stessa disciplina si applicava ad ogni tipo di servizio di investimento prestato da un intermediario ad un risparmiatore. Spettava al giudice, in caso di contenzioso, specificare meglio il contenuto della disciplina in funzione dello specifico servizio prestato.
 La nuova disciplina MiFID, invece, prevede per gli intermediari regole di condotta diverse in funzione del tipo di servizio prestato. In questo senso, con la MiFID i rapporti tra risparmiatore ed intermediario sono meglio definiti e quindi più chiari, anche se inevitabilmente la loro gestione diventa più complessa e burocratica.

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Particolarmente incisivo l’intervento all’odierno convegno dell’ABI a Roma.
Il Governatore ha evidenziato una intensa e preoccupante diminuzione dei prestiti erogati dai maggiori gruppi bancari, sottolineando altresì che il credito al consumo in Italia è il più caro d’Europa.
Il Governatore ha esortato le banche a integrare i risultati di sterili metodi statistici con la conoscenza diretta del cliente, delle sue effettive potenzialità di crescita e di redditività futura.

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Ne hanno parlato tutti i giornali: il più grande truffatore della storia è stato condannato a 150 anni di reclusione.
Ci sembra doveroso elogiare la giustizia americana che in maniera rapida ed efficace ha saputo reagire ad una frode gigantesca messa in atto dall’ex presidente del Nasdaq, Bernard Madoff. Un meccanismo fraudolento di piramide finanziaria che ha avuto ripercussioni in tutto il mondo ed ha costituito forse la causa principale della crisi economica americana.
Ricostruiamo brevemente la vicenda. A inizio dicembre 2008 il signor Madoff comunica ai suoi collaboratori il fallimento della sua società di consulenza finanziaria. Poco dopo, l’11 dicembre, Madoff viene arrestato. Si apre un processo che in meno di sette mesi arriva a conclusione con una condanna esemplare. Presto verranno messi all’asta i suoi beni (yacht, ville, castelli, gioielli, ecc.) e con il ricavato si tenterà di “ridare la vita” a chi ha perso tutti i suoi risparmi. Leggi il resto »