Archivio della categoria ‘credito’

È una situazione in cui purtroppo si sono trovati in molti.
Hanno ottenuto un finanziamento con la cessione del quinto dello stipendio. Successivamente le cose sono andate meglio e vorrebbero estinguere anticipatamente il debito. Chiedono alla finanziaria di fare i conti per capire quanto si deve pagare per chiudere la partita.
E qui arrivano le brutte sorprese.

Il debito è praticamente uguale a quello iniziale, perché nel frattempo sono state pagate solo spese, oneri, assicurazioni, commissioni, ma ben poco capitale e interessi.

Se avete firmato un contratto di finanziamento con cessione del quinto, andate a rileggervelo: spesso purtroppo la situazione è proprio come ve la stiamo raccontando. Credevate di pagare un tasso modesto ma in realtà siete oberati di mille altri costi.

È giusto? No, ma una debole normativa ormai abbondantemente superata lo consentiva.
Oggi però non è più così.

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Dialogo e collaborazione tra Unicredit e dodici associazioni di consumatori italiane grazie all’accordo sottoscritto ieri per un’ampia collaborazione tra il gruppo bancario e le organizzazioni di rappresentanza della clientela privata.

Anche la Casa del Consumatore, presente con il suo presidente Giovanni Ferrari, ha sottoscritto il documento, grazie al quale, sin da oggi i clienti di Unicredit, rivolgendosi alla Casa del Consumatore, possono:

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa mail che ci ha inviato una nostra lettrice, titolare pentita di una carta di credito American Express.
Come leggerete, questa lettrice ha un debito che praticamente non riesce ad estinguere, nonostante abbia da tempo smesso di utilizzare la carta.
È l’effetto del malefico mix tra tassi elevati (oggi le carte revolving possono, nella perfetta legalità, addebitarvi sino al 25% annuo di interessi, nonostante i livelli ridicoli dell’Euribor), rate troppo basse e spese capitalizzate. Per rientrare di un debito di appena mille euro ci vogliono anni.
Non ci credete? Allora leggete la lettera… Leggi il resto »

Entro il 31 marzo compagnie di assicurazione e banche devono comunicare al Ministero dell’Economia e delle Finanze i dati di conti e polizze “dormienti”. Cosa vuol dire che un conto o una polizza vita sono dormienti e che conseguenze ne derivano? Leggi il resto »

 

Finanziamenti per gli acquisti. Che fare se il venditore non consegna?

In Italia, così come in tutta Europa, sono sempre di più i consumatori che ricorrono allo strumento del credito al consumo per l’acquisto di automobili, elettrodomestici, arredamenti e mobili per la casa, beni ormai “indispensabili” per tutte le famiglie.
Spesso sono gli stessi venditori a fornire moduli e informazioni sulle offerte di finanziamento disponibili per l’acquisto della loro merce.
In realtà, però, i soggetti coinvolti nell’operazione sono tre: acquirente, venditore e società finanziaria.
Il meccanismo è semplice: l’acquirente-consumatore ottiene l’immediata disponibilità del bene, in genere a fronte di un pagamento di una parte del prezzo; la restante somma viene anticipata direttamente al venditore da parte della banca-finanziaria la quale verrà ratealmente rimborsata dall’acquirente con tanto di interessi.
In questo modo il consumatore ha subito a disposizione il bene che gli serve, però finisce di pagarlo in un secondo momento.

Ma cosa succede se il venditore non effettua la consegna, magari perchè è fallito o per qualsiasi altro motivo? Il consumatore deve continuare comunque a corrispondere le rate del finanziamento oppure può interromperne il pagamento? Leggi il resto »

La Banca d’Italia, nella speranza di rendere il settore bancario e creditizio il più chiaro e comprensibile possibile ai consumatori, ha varato nuove e importanti regole di trasparenza e semplificazione a cui si devono adeguare tutte le banche.
Tali regole, entrate in vigore dal 1° gennaio 2010, hanno lo scopo di far comprendere in maniera chiara e semplice ai numerosi clienti bancari quelli che sono gli elementi essenziali del rapporto contrattuale con la banca in tema di mutuo, conto corrente e depositi. Questo per favorire la concorrenza nei mercati bancario e finanziario e per attenuare eventuali problematiche con i consumatori, che spesso si trovano nella condizione di scarsa conoscenza e dimestichezza coi prodotti finanziari.

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Le difficoltà in cui versano gli imprenditori, a causa della crisi mondiale economico-finanziaria, sono note: riduzione dei fidi, aumento dello spread e dei costi delle commissioni.
In breve si assiste ad una preoccupante riduzione dell’accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese (PMI).
Per reagire alla crisi l’ABI (Associazione Bancaria Italiana), la CONFINDUSTRIA ed il GOVERNO hanno siglato il 3 agosto 2009 un accordo, denominato AVVISO COMUNE, per consentire alle imprese di poter contare sulla “liquidità” necessaria per poter effettuare pagamenti, transazioni ed affari.
Dall’esame dell’Avviso Comune sulla sospensione del pagamento della quota capitale delle rate di mutuo a favore delle Pmi emerge, però, la volontà del sistema bancario di “non impegnarsi” più di tanto a favore delle aziende.

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Negli ultimi dieci anni il comportamento degli italiani si è rivelato piuttosto legato al consumo e finalizzato alla ricerca del benessere immediato, anziché ancorato al risparmio per il futuro.
Tale circostanza, con l’esplosione della crisi, ha evidenziato la vulnerabilità delle famiglie italiane, sebbene le condizioni del resto del mondo risultino in generale peggiori.
Ricordiamo che prima dell’attuale crisi, negli Stati Uniti il 25% delle famiglie americane deteneva quasi il 90% della ricchezza complessiva, contro il 71% delle famiglie italiane.
Nelle famiglie meno abbienti il dato è drammatico: il 20% delle famiglie americane non detiene ricchezza (circa l’1% in Italia). *(Fonte: Banca d’Italia, Servizio Studi n. 501).

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Pagare con carta di credito è una comodità soprattutto perchè permette di fare acquisti sostanziosi senza dover tenere contanti nel portafoglio, tuttavia nasconde anche alcuni rischi, in particolare quello di furto dei dati sensibili e conseguente clonazione.
I detentori di carte di credito avranno sicuramente già sentito parlare di “phishing”, cioè pesca o meglio spillaggio di dati finanziari personali e password attraverso comunicazioni telefoniche o, più spesso, telematiche.
Come agisce il phisher: crea un “amo”, cioè un messaggio di posta elettronica del tutto simile a livello grafico e di contenuto a quello di una banca e contenente il link ad un sito-clone di quello della banca con la richiesta di inserire ad es. il numero della carta di credito o del conto corrente. Leggi il resto »

Tra le recenti misure anti-crisi per sostenere famiglie e aziende e fronteggiare l’attuale situazione economica negativa sono stati istituti presso le varie prefetture regionali speciali Osservatori del Credito.
Tali organismi hanno il compito di monitorare l’andamento del mercato del credito sulla base dei dati forniti da organizzazioni e privati.
Alla loro attività partecipano rappresentanti di varie categorie: ad es. Abi (Associazione Bancaria Italiana), associazioni di consumatori, rappresentanti dei lavoratori ecc. Quando vengono trattati temi specifici possono partecipare alle riunioni anche altri soggetti invitati dal presidente dell’Osservatorio.
Per il caso specifico di famiglie e imprese che si ritengano danneggiate nell’erogazione del credito da parte di banche o intermediari finanziari, le Prefetture hanno messo a disposizione sui loro siti internet due moduli distinti per fare segnalazioni e reclami.
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