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Finanziamenti per gli acquisti. Che fare se il venditore non consegna?

In Italia, così come in tutta Europa, sono sempre di più i consumatori che ricorrono allo strumento del credito al consumo per l’acquisto di automobili, elettrodomestici, arredamenti e mobili per la casa, beni ormai “indispensabili” per tutte le famiglie.
Spesso sono gli stessi venditori a fornire moduli e informazioni sulle offerte di finanziamento disponibili per l’acquisto della loro merce.
In realtà, però, i soggetti coinvolti nell’operazione sono tre: acquirente, venditore e società finanziaria.
Il meccanismo è semplice: l’acquirente-consumatore ottiene l’immediata disponibilità del bene, in genere a fronte di un pagamento di una parte del prezzo; la restante somma viene anticipata direttamente al venditore da parte della banca-finanziaria la quale verrà ratealmente rimborsata dall’acquirente con tanto di interessi.
In questo modo il consumatore ha subito a disposizione il bene che gli serve, però finisce di pagarlo in un secondo momento.

Ma cosa succede se il venditore non effettua la consegna, magari perchè è fallito o per qualsiasi altro motivo? Il consumatore deve continuare comunque a corrispondere le rate del finanziamento oppure può interromperne il pagamento? Leggi il resto »

La Banca d’Italia, nella speranza di rendere il settore bancario e creditizio il più chiaro e comprensibile possibile ai consumatori, ha varato nuove e importanti regole di trasparenza e semplificazione a cui si devono adeguare tutte le banche.
Tali regole, entrate in vigore dal 1° gennaio 2010, hanno lo scopo di far comprendere in maniera chiara e semplice ai numerosi clienti bancari quelli che sono gli elementi essenziali del rapporto contrattuale con la banca in tema di mutuo, conto corrente e depositi. Questo per favorire la concorrenza nei mercati bancario e finanziario e per attenuare eventuali problematiche con i consumatori, che spesso si trovano nella condizione di scarsa conoscenza e dimestichezza coi prodotti finanziari.

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Le difficoltà in cui versano gli imprenditori, a causa della crisi mondiale economico-finanziaria, sono note: riduzione dei fidi, aumento dello spread e dei costi delle commissioni.
In breve si assiste ad una preoccupante riduzione dell’accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese (PMI).
Per reagire alla crisi l’ABI (Associazione Bancaria Italiana), la CONFINDUSTRIA ed il GOVERNO hanno siglato il 3 agosto 2009 un accordo, denominato AVVISO COMUNE, per consentire alle imprese di poter contare sulla “liquidità” necessaria per poter effettuare pagamenti, transazioni ed affari.
Dall’esame dell’Avviso Comune sulla sospensione del pagamento della quota capitale delle rate di mutuo a favore delle Pmi emerge, però, la volontà del sistema bancario di “non impegnarsi” più di tanto a favore delle aziende.

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Negli ultimi dieci anni il comportamento degli italiani si è rivelato piuttosto legato al consumo e finalizzato alla ricerca del benessere immediato, anziché ancorato al risparmio per il futuro.
Tale circostanza, con l’esplosione della crisi, ha evidenziato la vulnerabilità delle famiglie italiane, sebbene le condizioni del resto del mondo risultino in generale peggiori.
Ricordiamo che prima dell’attuale crisi, negli Stati Uniti il 25% delle famiglie americane deteneva quasi il 90% della ricchezza complessiva, contro il 71% delle famiglie italiane.
Nelle famiglie meno abbienti il dato è drammatico: il 20% delle famiglie americane non detiene ricchezza (circa l’1% in Italia). *(Fonte: Banca d’Italia, Servizio Studi n. 501).

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Pagare con carta di credito è una comodità soprattutto perchè permette di fare acquisti sostanziosi senza dover tenere contanti nel portafoglio, tuttavia nasconde anche alcuni rischi, in particolare quello di furto dei dati sensibili e conseguente clonazione.
I detentori di carte di credito avranno sicuramente già sentito parlare di “phishing”, cioè pesca o meglio spillaggio di dati finanziari personali e password attraverso comunicazioni telefoniche o, più spesso, telematiche.
Come agisce il phisher: crea un “amo”, cioè un messaggio di posta elettronica del tutto simile a livello grafico e di contenuto a quello di una banca e contenente il link ad un sito-clone di quello della banca con la richiesta di inserire ad es. il numero della carta di credito o del conto corrente. Leggi il resto »

Tra le recenti misure anti-crisi per sostenere famiglie e aziende e fronteggiare l’attuale situazione economica negativa sono stati istituti presso le varie prefetture regionali speciali Osservatori del Credito.
Tali organismi hanno il compito di monitorare l’andamento del mercato del credito sulla base dei dati forniti da organizzazioni e privati.
Alla loro attività partecipano rappresentanti di varie categorie: ad es. Abi (Associazione Bancaria Italiana), associazioni di consumatori, rappresentanti dei lavoratori ecc. Quando vengono trattati temi specifici possono partecipare alle riunioni anche altri soggetti invitati dal presidente dell’Osservatorio.
Per il caso specifico di famiglie e imprese che si ritengano danneggiate nell’erogazione del credito da parte di banche o intermediari finanziari, le Prefetture hanno messo a disposizione sui loro siti internet due moduli distinti per fare segnalazioni e reclami.
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Particolarmente incisivo l’intervento all’odierno convegno dell’ABI a Roma.
Il Governatore ha evidenziato una intensa e preoccupante diminuzione dei prestiti erogati dai maggiori gruppi bancari, sottolineando altresì che il credito al consumo in Italia è il più caro d’Europa.
Il Governatore ha esortato le banche a integrare i risultati di sterili metodi statistici con la conoscenza diretta del cliente, delle sue effettive potenzialità di crescita e di redditività futura.

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Ne hanno parlato tutti i giornali: il più grande truffatore della storia è stato condannato a 150 anni di reclusione.
Ci sembra doveroso elogiare la giustizia americana che in maniera rapida ed efficace ha saputo reagire ad una frode gigantesca messa in atto dall’ex presidente del Nasdaq, Bernard Madoff. Un meccanismo fraudolento di piramide finanziaria che ha avuto ripercussioni in tutto il mondo ed ha costituito forse la causa principale della crisi economica americana.
Ricostruiamo brevemente la vicenda. A inizio dicembre 2008 il signor Madoff comunica ai suoi collaboratori il fallimento della sua società di consulenza finanziaria. Poco dopo, l’11 dicembre, Madoff viene arrestato. Si apre un processo che in meno di sette mesi arriva a conclusione con una condanna esemplare. Presto verranno messi all’asta i suoi beni (yacht, ville, castelli, gioielli, ecc.) e con il ricavato si tenterà di “ridare la vita” a chi ha perso tutti i suoi risparmi. Leggi il resto »


Molti titolari di carte di credito ci hanno segnalato alcuni disguidi dovuti al tardivo ricevimento dei relativi estratti conto.
Non tutti infatti hanno scelto l’addebito bancario. Molti hanno preferito rimanere al “vecchio sistema” per cui ricevono l’estratto conto delle spese effettuate e provvedono al relativo pagamento entro il termine indicato.
Ma cosa è successo ai nostri “informatori” e chissà a quante altre persone? Quasi sistematicamente ricevono l’estratto conto a termini di pagamento già scaduti. Di conseguenza con quello successivo si trovano addebitato il ritardo nel pagamento e i relativi interessi di mora.
Si tratta di un errore che può capitare, ma quando capita troppo spesso qualche dubbio sulla buona fede del gestore può sorgere.
Del resto, trattandosi di cifre tutto sommato irrisorie, c’è chi preferisce evitare la noia di inviare lettere di contestazione e sceglie di lasciar perdere.
Se anche voi vi siete trovati in questa situazione, segnalatecelo e noi come associazione di consumatori interverremo per porre fine a questa pratica commerciale scorretta.
cercheremo di fare il possibile per porre fine a questi disguidi